Palermo: diario di un viaggio contemporaneo

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Viaggio di istruzione all’insegna della legalità. Questo il percorso che noi studenti della classe IV A Sci  del liceo scientifico Grigoletti  abbiamo seguito  quest’anno grazie a progetti legati all’ambito della legalità, in occasione del ricordo delle molteplici vittime della mafia  . Gli approfondimenti intrapresi hanno riguardato sia l’ambito letterario, sia la realizzazione di video a scopo informativo ed educativo relativi al progetto ”LE.GI.IN” : il tutto è confluito , in aprile,  nella visita della città di Palermo, dai luoghi vicini a Cosa Nostra fino alle bellezze storico artistiche del capoluogo siciliano.

Percorrendo il tratto di strada che porta dall’aeroporto di Punta Raisi al centro cittadino di Palermo si nota un forte contrasto tra le opere dell’uomo e la natura selvaggia che un tempo caratterizzava questo territorio. A pochi metri dalla costa, infatti, si ergono palazzoni del periodo della speculazione edilizia avviata tra il 1960 e il 1980, che, come affermano alcuni abitanti, hanno stravolto la Conca d’Oro, ovvero la pianura palermitana. Le attività illecite relative all’ambito edilizio sono state cruciali per quanto riguarda il riciclaggio del denaro “sporco”, proveniente principalmente dal mercato degli stupefacenti in Italia e negli USA. Il centro storico, invece, accoglie il visitatore con uno spirito molto differente, presentandosi come un insieme di edifici signorili, che affascinano il turista, creando l’atmosfera più adatta per gli spettacoli di intrattenimento degli artisti di strada. I mercati, come  Ballarò, La Vucciria o il mercato Del Capo, sono tra i migliori esempi del folklore siciliano, ispirano calore e accoglienza; i colori accesi della frutta e della verdura, accompagnate dalle grida di richiamo degli accaniti venditori e dai profumi esotici delle spezie, contrapposti a quelli acri della carne, sembrano appartenere a una cultura arabeggiante, segnata dall’umiltà e dalla vera bellezza. Ciò che rende ancora più affascinanti questi luoghi è la consapevolezza della presenza della mafia, la piovra, la cui percezione concreta è però impossibile. È sì perché è noto come questa organizzazione criminale si è insediata in tutti i meandri della città, tenendo sotto scacco le istituzioni, ma soggiogando anche le persone comuni, dai semplici bottegai ai grandi imprenditori. Tutto questo squallore, però, non riguarda in alcun modo il turismo, anzi, esso è in crescita in quanto grandissima fonte di introiti da parte di attività che alimentano le casse di Cosa Nostra. Ovviamente, Palermo, non è da considerarsi unicamente come una realtà corrotta moralmente e nei fatti, ma anche come un esempio di genuinità e semplicità negli usi e nei costumi, segnati da una forte tradizione secolare e da un lodevole senso di appartenenza alle proprie radici. Accostamento di povertà e ricchezza, di giustizia e criminalità, di sicurezza e timore, di consapevolezza e cecità: questa è Palermo, dove “tutt’intorno, viva e palpabile, la compresenza di sacro e profano, antica nobiltà e miseria, splendore e decadenza” si manifesta con opulenza. Queste sedimentazioni sono riscontrabili anche a livello artistico, nella  chiesa della Martorana, lineare esternamente e ricca di fregi e decorazioni auree all’interno in un connubio tra cultura araba e bizantina; anche la chiesa del Gesù, o Casa Professa, è interessante per gli eccessi di virtuosismo decorativo legati all’epoca barocca, segnata dall’esaltazione delle forme e dell’horror vacui. Il palazzo reale e il Duomo di Monreale, a distanza di chilometri ripercorrono la stessa storia, segnata da cadute pesanti e da sontuosità, di “un’isola non abbastanza isola. In questa contraddizione, infatti, è contenuto il tema storico della Sicilia, la sua sostanza vitale”(G. A. Borgese)

Sebastiano Giacomini

 

 

 

 

 

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