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Ecosostenibilità: Pordenone come Friburgo?

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Negli ultimi anni il tema dell’ecosostenibilità ha assunto sempre più un’importanza centrale nella vita di tutti i giorni. Ci siamo resi conto che per tanti, troppi anni, ci siamo evoluti inquinando: eravamo  troppo concentrati a pensare alla bellezza delle innovazioni, all’utilità e al benessere che da esse poteva derivare, però senza ragionare sui possibili rischi che un’industrializzazione così massiva avrebbe potuto comportare.
In questi ultimi anni in sempre di più ci si sta rendendoconto che le cose vanno cambiate, che abbiamo consumato troppo il pianeta senza pensare anche al suo benessere. Sono moltissime,  ne stanno sempre più nascendo di nuove, le associazioni a livello mondiale che si stanno impegnando nell’ambito dell’ecosostenibilità.
Un altro esempio di eco sostenibilità lo troviamo in Germania, ma forse non tutti lo conoscono: si tratta di Friburgo, la città ecosostenibile per eccellenza. Friburgo è una città di 230 mila abitanti circa, situata nella regione sud-occidentale del Baden-Wuttemberg. Durante la seconda guerra mondiale fu quasi totalmente distrutta.

Friburgo, Vauban

Quando fu ricostruita si attivò lo spirito ecologista dei suoi abitanti, che assieme all’amministrazione diedero vita alla città che vediamo adesso. Nel 1973 fu proposto di costruire una centrale nucleare vicino alla città, ma i cittadini si opposero. Per soddisfare il fabbisogno energetico si virò allora sulle energie rinnovabili: in un primo momento, negli anni ’80 la città si concentrò esclusivamente su energia alternativa, mentre poi, dagli anni ’90, entrò in gioco anche il tema della sostenibilità. A dimostrazione di ciò, Friburgo ha diminuito le emissioni nocive del 14% dal 1992 e si pone l’obbiettivo di ridurle del 40% entro il 2030.
La città che oggi vediamo ha saputo rifarsi il volto con 2 grandi quartieri completamente ecostenibili, Vauban e Rieselfeld, ma anche con la riqualificazione di altri quartieri più vecchi, come Weingarten.
Gli elementi ecosostenibili più importanti su cui si basa la città sono sicuramente il solare ed il fotovoltaico, ma non dimentichiamoci dell’idroelettrico. La città ha infatti saputo riadattare delle piccole vecchie centrali idroelettriche lungo il fiume Dreisen per renderle produttrici di energia pulita. Sempre riguardo al fiume è importante far notare l’impegno della città nel mantenere il più naturale possibile l’ambiente che la circonda: il letto del fiume è infatti stato riportato pressoché quello originale, dopo che in passato era stato incanalato.
L’ecosostenibilità non riguarda però solo la produzione di energia pulita, ma anche il movimento delle persone e i trasporti. A Friburgo tutti i trasporti pubblici sono elettrici (tram, corriere) e sono tutti collegati in modo efficiente tra loro (anche con la stazione principale dei treni), ed inoltre è incentivato l’utilizzo della bicicletta, che in questa città ha quasi sostituito la macchina del cittadino medio.

QUARTIERE VAUBAN
Il progetto nasce nel 1996 con il Project Group Vauban, coinvolgendo anche i cittadini (aspetto fondamentale della politica di Friburgo), e viene terminato nel 2009. Si estende su 38 ettari: in origina era una caserma francese (in quanto ci troviamo vicino al confine con la Francia) e adesso è costituito di 2000 appartamenti in gradi di ospitare 5000 abitanti.

Friburgo, Vauban

Tutto il quartiere è dotato di elevati standard di riduzione dei consumi ed un alto numero di abitazioni sono case passive, che producono più energia pulita di quanta ne necessitino. Il riscaldamento degli edifici è un altro tema fondamentale nella progettazione di Vauban: un impianto di cogenerazione alimentato da biomasse e gas naturale è agganciato alla rete del riscaldamento. Anche l’utilizzo di acqua piovana è ottimizzato, infatti questa viene utilizzata nelle case e per irrigare la terra del terreno.
Le aree verdi sono una colonna portante di Vauban: infatti tra gli edifici troviamo molti parchi di pubblico utilizzo. Non solo questi però sono spazi aperti al pubblico. In Vauban è infatti stato rivisto il concetto di strada: non più esclusivamente uno spazio di passaggio per le automobili (ridotte il più possibile in favore dei mezzi pubblici ecologici), ma uno spazio della società, in cui per esempio possono giocare i bambini.

QUARTIERE RIESELFELD
È il quartiere più grande della citta con i suoi 320 ettari, di cui però solo 70 edificati: gli altri infatti sono lasciati alla riserva naturale di Freiburger Rieselfeld.
L’area è stata risanata con un’attenta bonifica del terreno negli anni ’90. La particolarità di questo quartiere sta nell’orientamento degli edifici e le distanze minime imposte tra i fabbricati, tutti rigorosamente a basso consumo energetico

Friburgo, palestra di Rieselfeld

Tra di essi, come a Vauban, si trovano numerosi parchi e aree verdi, che si ricollegano al verde che avvolge le vie principali.
L’acqua piovana è recuperata similmente a Vauban. Come in tutta la città è stato dato un particolare peso ai mezzi pubblici (importante è la linea tramviaria), con cui si può raggiungere gran parte delle zone del quartiere. Tutto questo sempre con il fine di ridurre l’utilizzo delle automobili.

QUARTIERE WIENGARTEN
Questo quartiere non è stato costruito completamente da zero in quanto ad eco sostenibilità, ma è stato oggetto di riqualificazione. In particolare esso possiede molti condomini costruiti negli anni 60/70 quindi non conformi agli standard qualitativi richiesti oggi. Questi fabbricati sono stati quindi completamente ristrutturati adottando pannelli solari ed altre caratteristiche ecosostenibili. Una particolarità di queste ristrutturazioni è sicuramente il fatto di aver staccato le terrazze dalla struttura principale, per evitare di avere inutili perdite di calore dovute alla propagazione.

COSA SI POTREBBE FARE A PORDENONE?
Arriviamo adesso al dunque: può una città come Pordenone, nel suo piccolo, seguire la strada ecologica aperta da Friburgo? Secondo noi si, anche se ovviamente in dimensioni minori. Pordenone è un polo di eccellenza: qui ha sede Clairy, una startup che ha inventato un vaso purificatore d’aria diffuso in tutto il mondo.
Inoltre, in città ci sono innumerevoli zone utili ad essere riqualificate dal punto di vista ecologico. La prima cosa che magari può venire in mente è la ristrutturazione dei vecchi condomini costruiti attorno agli anni 70, che sarebbe già una gran cosa. Certamente questo si riconduce ad un problema burocratico (siamo in Italia d’altronde), ma non solo. Noi crediamo che il problema principale qua sia la mentalità delle persone, che a differenza dei tedeschi, faticano a vedere l’utilità di un progetto simile. Quindi per prima cosa si dovrebbe studiare bene la proposta da porre ai cittadini. Però sicuramente poter per esempio installare pannelli fotovoltaici e solari sui tetti degli edifici sarebbe utile alla città intera (in primis l’edificio che ospita il liceo Grigoletti potrebbe essere frutto di questo tipo di installazioni).
Il territorio di Pordenone poi, come sappiamo, è ricco di acqua.

Clairy: purificatore d’aria naturale

Anche in questo caso si potrebbe scopiazzare Friburgo, innestando piccole centraline idroelettriche lungo il corso del Noncello per produrre energia pulita. A parere nostro proprio il Noncello dovrebbe essere il fulcro di questa possibile riqualificazione ecologica di Pordenone. Si potrebbe infatti agire lungo gli argini (cosa in parte già fatta), per renderli completamente fruibili al pubblico, e la zona dell’ex cotonifico, bonificandola (sicuramente una bella ipotesi sarebbe quella di ristrutturalo come archeologia industriale, ma nel qual caso non convenisse un intervento del genere si potrebbe demolirlo e sostituirlo con un ipotetico parco naturale).
Pordenone è una città di medie e piccole dimensioni, e proprio per questo potrebbe non essere impossibile (non diciamo che sia facile) riorganizzarla seguendo un modello come quello di Friburgo, potendo diventare a sua volta essa stessa un modello da seguire per altre città italiane. Ma ricordiamo, è prima di tutto fondamentale convincere i cittadini della validità di un possibile progetto di riqualificazione ecologica della loro città, ma soprattutto motivarli a puntare sull’ecosostenibilità, che è il futuro!
Un primo piccolo grande traguardo arriverebbe già se una o due delle persone che leggono questo semplice articolo iniziassero a ragionare in maniera ecologica e sostenibile!

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