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Camuffo, il cantiere navale più antico del mondo

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Storie di uomini e mare, questo raccontano le creazioni di quello che è considerato il più antico cantiere navale al mondo ancora in attività. Si tratta del Cantiere Navale Camuffo di Portogruaro, in provincia di Venezia, un azienda semplice, familiare, ma allo stesso tempo professionale e ricca di storia. Questa dinastia di costruttori navali è nata nel lontano 1438, come racconta Giacomo Camuffo, responsabile dei rapporti pubblici, presso l’arsenale di Candia (Creta).
Nei secoli successivi diressero anche l’arsenale Veneta, realizzarono imbarcazioni per Napoleone e per la famiglia reale dei Savoia, oltre ai MAS per la Marina Militare Italiana, ovvero battelli porta siluro che riscossero grande successo nel corso delle due Guerre Mondiali. Si specializzarono, poi, nella costruzione di imbarcazioni da lavoro, per poi dedicarsi al diporto tra gli anni 1950-1960. Questo passaggio segnò il successo dei fratelli Camuffo, Marco e Giacomo, maestri dell’arte marinara, e istruttori tecnici di maestranze esperte nella lavorazione del legno.

Ogni loro prodotto, o meglio motoryacht, è costituito da circa mille componenti, tutte smontabili attraverso un semplice cacciavite a croce; ciò è uno dei tanti pregi: la semplicità, la possibilità di effettuare riparazioni in ogni momento li rende unici, come uniche sono le loro caratteristiche estetiche. Il leggendario roll-bar centrale li rende riconoscibili a miglia di distanza in mezzo al mare, divenendo così manifesto di eleganza, sicurezza e alte prestazioni. Per questo, per gli armatori Camuffo, essi rappresentano non solo la concretizzazione di un sogno, ma un modo di vivere il mare, un modo di concepire la nautica, grazie alla consapevolezza di esser parte di un circolo virtuoso di esclusività e passione.
Il prestigio del cantiere in questione è stato riconosciuto anche dagli ingegneri di una delle più celebri case automobilistiche italiane, la quale inviò alcuni tecnici specializzati per studiare il sistema di areazione delle sale macchine dei Camuffo; un sistema mai replicato, frutto di secoli di studi e grande competenza nel settore da parte della discendenza di maestri d’ascia.

Spesso a loro si pone il problema della successione, a causa della mancanza di eredi da parte dei due fratelli. Loro, sempre acuti e ironici, hanno detto di aver ricevuto richieste di acquisizione da grandi imprenditori; nessuno, però, si sarebbe dimostrato alla loro altezza. Si tratta di una realtà che riuscita a superare la crisi del settore in modo eccezionale, senza modificare qualità e progetti, mantenendo attivi i propri dipendenti, nonostante le vendite siano in fase di stallo da tempo. Marco Camuffo, infatti, sostiene tuttora che la loro fortuna ponga le basi sull’intuizione, un aspetto poco comune e difficilmente acquisibile. Che si tratti di orgoglio personale o esaltazione narcisistica, poco importa; certo è che per i Camuffo: «colui che acquisirà le redini dell’azienda dovrà avere necessariamente il mare nel cuore».

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