Il cellulare a scuola: la voce degli studenti

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Dato il grande interesse riscontrato con il precedente articolo (che si può trovare qui) è stato deciso di approfondire l’argomento con l’aiuto degli studenti del liceo M. Grigoletti.

E’ stato quindi richiesto ai liceali di compilare un semplice questionario riguardo l’uso dei telefoni: sono ben 703 le risposte ottenute!

La prima domanda riguarda i modelli più diffusi tra i ragazzi: come si può immaginare i brand più quotati, Apple e Samsung, si confermano i leader del mercato, rispettivamente con il 40% e il 24%, tuttavia anche Huawei ha acquistato notevole popolarità, arrivando ben al 22%.

Successivamente è stato richiesto a che età gli studenti hanno ricevuto il loro primo celullare. Come prevedibile, i risultati affermano che la fascia di età predominante è sicuramente quella che va dai 12 ai 14 anni, mentre sorprende il fatto che più del 30% lo abbia ricevuto prima dei 12 anni.

Domanda focale del sondaggio è stata quella relativa all’utilizzo del telefono durante l’orario scolastico: ben il 75,4% dei ragazzi ha risposto di sì.

Nonostante le normative scolastiche stiano cercando un compromesso che non metta in secondo piano l’insegnamento tradizionale, come riportato nel precente articolo, dei 536 ragazzi che affermano di utlizzarlo a scuola, solo il 28% lo utilizza per attività inerenti alle lezioni. Il resto degli studenti, invece, ammette di usufruire di dispositivi elettronici, in particolare i telefoni, per semplice svago, essendo facili da nascondere e permettendo numerosi utilizzi.

La domanda allora sorge spontanea: “I professori sono consapevoli del fatto che gli studenti non rispettino le regole?”. La maggior parte sì, ma non tutti decidono di intervenire, preferendo continuare la lezione purchè essa non venga disturbata. Altri provvedono invece al sequestro del mezzo, seguendo le norme indicate nel regolamento di istituto.

Cercando di fare chiarezza è stata indagata la frequenza di utilizzo durante le lezioni. Si può riscontrare un eccessivo impiego ogni ora, che può causare grossi deficit di attenzione.

Riguardo l’argomento, la redazione de L’Intervallo ritiene che i professori più flessibili debbano essere più severi sull’applicazione del regolamento d’istituto: noi ragazzi siamo abbastanza grandi per decidere se seguire la lezione o meno, ma ciò non giustifica ovviamente il fatto che è possibile trasgredire l’argomento. Questo non sarebbe utile al solo proseguimento pacifico delle lezioni, ma anche un insegnamento morale in quanto in tal modo i ragazzi apprenderebbero l’importanza dell’applicazione delle regole e della legge in generale.

 

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