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Il Noncello: un fiume da scoprire

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Tutti noi alla scuola elementare abbiamo studiato in geografia i monti, i laghi, i fiumi e le città d’Italia. Questa conoscenza, a prescindere che sia durevole o meno, risulta approfondita solo a livello locale, con pochi cenni a livello regionale e, ancor meno, nazionale. L’importanza della città di Pordenone presuppone che ci siano molti lavoratori e studenti che ogni giorno giungono da territori distanti per raggiungere il loro luogo di lavoro; questi pendolari sono estranei alla città in quanto non conoscono il territorio e i suoi “segreti”. Uno di questi è il fiume Noncello, che scorre indisturbato accanto al centro storico e ci riserva lungo il suo corso molti luoghi di interesse non conosciuti che vi riportiamo in questo articolo.

La sorgente del fiume si trova ai bordi di una fetta geologica di terra impermeabile stimabile da Codroipo (UD) a Pordenone; nella zona a nord tra il borgo di Torre e Cordenons l’acqua trova le condizioni adatte a formare molteplici risorgive sparse in tutta la zona con contributo piovano e montano; trovandosi in un luogo fortemente urbanizzato, esse caratterizzano uno dei sistemi idraulici più complessi di tutto il triveneto. Perciò il fiume connette Cordenons, Pordenone e Porcia per poi immettersi dopo un percorso di 15 km nel Meduna nella zona di Rondover (Porcia).

Il nome Pordenone deriva dal latino “Portus Naonis” ovvero porto del Naone, antico nome del fiume, poiché già nell’antichità avevano compreso i numerosi vantaggi che comporta la vicinanza ad un fiume, come le attività di pesca ed il trasporto di merci, che dovevano essere sfruttati al meglio. Fu da questo presupposto che nacque la città. Proprio nel borgo residenziale di Torre sono presenti i resti di una Villa Romana scoperta dal Conte Giuseppe di Ragogna nel 1952. Questa villa è risalente al I secolo a.C., ma durante il II secolo d.C. subì una grossa alluvione, che fa pensare a un edificio originario più vasto con murature in mattoni e in ciottoli; il complesso fu abbandonato e ritornò attivo durante il tardo antico come ambiente per la lavorazione e conservazione di prodotti agricoli. Le pareti erano decorate con marmi orientali o con tessere in pasta vitrea e sono stati rinvenuti resti di una statua in marmo bianco di Carrara che sottolineano la ricchezza del proprietario.

Questi preziosi oggetti sono oggi conservati nel museo del Castello di Torre, una fortezza costruita vicino alle rive del fiume probabilmente nel XIII secolo e adibita a museo grazie alla concessione dello stesso Conte di Ragogna, proprietario e ultimo discendente di un’antica famiglia feudale. Assieme ai reperti della villa ci sono materiali risalenti dal primo periodo della Preistoria fino alla Romanizzazione e una collezione di ceramiche medievali e rinascimentali.

 

Avvicinandosi al centro città ha inizio il Parco Fluviale del Noncello, una dorsale di acqua e di verde con uno splendido e unico ambiente. È possibile accedervi attraverso il ponte di Adamo ed Eva e percorrendo un sentiero chiamato “delle Lavandaie” circondato da una vegetazione rigogliosa. Questo ponte risalente, nella sua versione attuale, al 1920, è così chiamato per le sue due statue che raffigurano Giove e Giunone; collega via Riviera del Pordenone che affianca il lato destro del fiume con viale delle Grazie. Una volta giunti sulla riva sinistra ci troveremo davanti alla Chiesa della Santissima Trinità, eretta nel XVI secolo, che ospita opere d’arte di diversi artisti.

vista del ponte di Adamo ed Eva
Stefania Boltin

Vista la rilevanza del fiume ci siamo chiesti quali fossero le sue peculiarità riguardanti la salvaguardia dell’ambiente e gli eventi culturali. Per questo motivo ci siamo rivolti a Stefania Boltin, assessore all’ambiente della città di Pordenone, e al geometra Christian Galasso, responsabile della difesa del suolo e membro della protezione civile.

Spiega l’assessore: “Il Noncello è una delle eccellenze del nostro territorio comunale ed extracomunale. Sappiamo che quando era nata nel 1968 la provincia c’è stata poi una costruzione selvaggia di palazzi e case perché doveva diventare Pordenone-provincia, però esso è rimasto marginale rispetto a tutto questo tipo di costruzione e quindi è stata mantenuta intatta la biodiversità del nostro fiume Noncello.” Sono infatti frequenti gli incontri con varie specie di animali come libellule, farfalle, gallinelle ed altri uccelli.

In queste settimane si stanno svolgendo dei lavori di pulizia lungo tutto il percorso del Noncello: “In linea di massima”-dice l’assessore-“è una pulizia da rovi e da piante che si sono già abbattute all’interno dell’alveo del fiume. Quindi non andiamo a disboscare zone particolari, non andiamo ad intaccare  le zone di nidificazione e quindi non faremo assolutamente alcun danno, ma sarà un intervento migliorativo a livello sia idrico che di difesa del suolo”. Questo intervento, oltre a non essere dannoso per la biodiversità, è necessario per evitare la formazione di avvallamenti causati dalle piante e problemi agli argini del fiume.

Nel fiume confluiscono anche le acque di uso comune: le acque nere (provenienti da bagni, lavabi, ecc.) vengono mandate nei depuratori in via Burida nella zona dietro le fiere e in via Savio a Vallenoncello, vengono depurate con un processo dove vengono utilizzati anche raggi UV, che inibiscono la proliferazione di batteri attraverso mutazioni del loro DNA, e vengono riversate nel fiume. Questo meccanismo è concepito in modo tale che, quando piove, le acque meteoriche non passino per i depuratori ma defluiscano direttamente nel Noncello. Tuttavia i sistemi ingegneristici volti al raccoglimento delle acque, consolidati da tempo, richiedono un rinnovamento in alcune zone a causa delle trasformazioni urbanistiche che li rendono inadeguati alla maggiore portata; questi interventi sono però molto complessi dal punto di vista strutturale ed economico in quanto comportano uno stravolgimento della viabilità e l’amministrazione comunale sta lavorando per risolvere questo problema.

Per quanto riguarda gli eventi volti alla valorizzazione del Noncello, come di consuetudine ci saranno delle discese gratuite in canoa nei sabato dei mesi estivi e, per coloro che non vogliono bagnarsi, con il “Pontoon Boat” ormeggiato vicino al Ponte di Adamo ed Eva: un’imbarcazione per trasporto di persone con un basso pescaggio, ovvero la parte immersa della barca, che quindi permette di navigare sui fondali del Noncello e conoscere tutte le particolarità del suo paesaggio naturale. La novità di quest’anno è la discesa della durata di ben due giorni di tutto il corso verso Venezia per vedere i fuochi del Redentore nel mese di Luglio.

I percorsi naturalistici in fase di sviluppo che interesseranno il Noncello sono due: il primo, partendo dal Ponte pedonabile di Via Rivierasca, percorre il Parco Fluviale sulla riva sinistra attraverso il sentiero delle Lavandaie (che verrà riqualificato) e si ricongiunge con Via Santissima che collega la chiesa omonima ed il ponte di Adamo ed Eva; il secondo congiunge con una passerella ciclo-pedonabile lo stesso ponte con via Pola attraverso via Codafora (la strada che costeggia il parcheggio Marcolin) sulla riva destra, per poi passare sotto il ponte della ferrovia ed arrivare al parco di via Reghena, dietro alle Fiere.

In conclusione, il Noncello presenta un ambiente unico con una serie di eventi imperdibili e l’amministrazione comunale ha molti progetti per valorizzarlo e porlo al centro della vita cittadina.

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