Palermo: la tana della piovra

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In occasione dell’anniversario degli attentati ai magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli studenti delle quarte del Liceo Grigoletti sono stati coinvolti in diversi progetti sul tema della legalità. Gli approfondimenti intrapresi hanno riguardato sia la letteratura, trattata dalla prof.ssa Nicolina Cavallaro, sia la realizzazione di video a scopo informativo ed educativo relativi al progetto ”LE.GI.IN” seguito dalla prof.ssa Roberta Vendrame; inoltre la nostra classe, dall’8 al 12 aprile,  è andata in viaggio di istruzione proprio a Palermo. In preparazione alla visita,  sono stati analizzati  due importanti libri sulle problematiche della mafia: “I mille morti di Palermo” di A.Calabrò e “Cose di Cosa Nostra” della giornalista francese M.Padovani, che  proprio a  Pordenone, in  un incontro a Cinemazero il 21 Marzo, in occasione della giornata del ricordo delle vittime di mafia, ha raccontato in modo semplice ed efficace il suo rapporto professionale e personale con Falcone, prima e durante il Maxiprocesso.
A conclusione e integrazione di tali attività, è risultato davvero stimolante l’incontro con il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il quale ci ha accolto con riverenza e familiarità, presentandoci la città da lui governata per ben quattro volte, all’insegna della multietnicità, dell’accoglienza, della lotta alla criminalità e della promozione culturale e turistica. Palermo, infatti, fino a qualche anno fa era una città chiusa in se stessa, nei suoi problemi e nelle sue paure, timorosa nell’esporsi al pubblico, a causa di possibili giudizi o pregiudizi che avrebbero potuto oscurare  la dignità dei suoi cittadini onesti. Oggi,invece, sono state attivate numerose iniziative volte a incrementare la visibilità della città a livello nazionale e internazionale, per sfruttare le innumerevoli risorse offerte dal territorio a favore di una forma di sviluppo a impatto zero sull’ambiente e soprattutto sugli abitanti, iniziative che la hanno resa capitale della cultura  dell’anno corrente(2018); un grande impegno e onore sia per l’isola sia per l’Italia. Come dice Orlando: “Palermo è la Beirut dell’Occidente, connessa e sicura”; probabilmente questa definizione non è associabile concretamente alla città ora come ora, ma rappresenta il progetto che vuole  realizzarsi in nome della lotta contro l’illegalità. Ed è anche un modo anche per ricordare le numerose vittime della mafia, tra le quali  l’ex governatore della Sicilia Piersanti Mattarella, cui il sindaco di Palermo era molto legato. Orlando, inoltre,  ha molto apprezzato la nostra lettera considerata come un simbolo di speranza e vicinanza tra giovani e giustizia e, durante il lungo e intenso incontro, ha anche avuto modo di ricordare il nostro Friuli, in particolar modo Sauris, dove Orlando ha stilato il suo programma politico e dove tuttora  ha grandi amici . Un altro momento importante del viaggio è stata la visita allo studio di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone presso il palazzo di giustizia di Palermo, guidata da un componente della scorta del dott. Chinnici, sopravvissuto a ben due attentati mafiosi e responsabile degli archivi delle indagini su Cosa Nostra. Grazie a Giovanni Paparcuri tutte le dichiarazioni dei testimoni, dei pentiti, dei documenti finanziari sono state duplicate in forma digitale e catalogate in server volti a facilitare e velocizzare l’operato dei giudici.  Palermo, soprattutto grazie a questo incontri,  ci è sembrata ricca di storia e  di orgoglio nei confronti di due uomini unici che hanno messo in discussione la loro vita per liberare l’Italia e, prima di tutto,  la loro terra dalla mafia. La semplicità e l’ironia erano alla base della loro filosofia di vita, un’esistenza ricca di responsabilità, che ha lasciato un ‘importantissima eredità che si sente ancora anche  nei vicoli e nelle strade, nella  mescolanza di sacro e profano, di splendore e di miseria.  Questa è infatti Palermo: un incontro violento tra profumi, colori, vivacità, onestà, consapevolezza, ma anche cecità e malaffare, in una atmosfera talvolta surreale, che riprende lo spirito orientaleggiante, inserito in un contesto di forte personalità e dalle solide radici.
Sebastiano Giacomini

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