Consultiamoci!

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Ogni due anni ,negli istituti secondari superiori , si eleggono due rappresentanti della Consulta ; in pochi però sanno realmente a cosa serva questo organo. Per capire meglio le funzioni di questo ente abbiamo intervistato l’attuale presidente della consulta provinciale, Alberto Canci, studente dell’istituto Vendramini.

 

Innanzitutto, spiegaci brevemente cos’è la Consulta e a cosa serve

La Consulta  degli studenti è un organo istituzionale, quindi riconosciuto dal ministero dell’istruzione, nato nel 1996 mediante un decreto legge, il d.P.R 567 del 1996. Nasce in risposta ad un’esigenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che richiedevano una maggiore partecipazione nelle decisioni che li riguardavano. È quindi un organo di rappresentanza che mira a coinvolgere gli studenti nei rapporti a livello provinciale, regionale e poi nazionale. Serve a rappresentare a livello istituzionale gli studenti del territorio.

 

Di cosa si discute durante le vostre riunioni?

Organizziamo attività volte alla formazione o sensibilizzazione degli studenti: ne è un esempio la marcia organizzata per l’area giovani del Cro di Aviano, atta a dare visibilità a questa realtà locale, importante per il suo impegno nella lotta contro il cancro.

Allo stesso tempo però, negli incontri della Consulta  provinciale, facciamo una raccolta dei problemi che ci vengono comunicati dai vari membri.

I disagi segnalati alla Consulta provinciale vengono poi portati ad un organo superiore, il coordinamento regionale, formato dai vari presidenti delle consulte provinciali. Ogni mese e mezzo circa si discute di problematiche comuni riscontrate che potrebbero essere portate a livello nazionale. A quest’ultimo livello il coordinamento nazionale dei presidenti, a cui prendono parte tutti i presidenti delle consulte provinciali, si discutono tematiche fondamentali del mondo scolastico: quest’anno si è parlato di Alternanza Scuola/Lavoro, di diritto allo studio e di agenda 2030. Oltre a questo, sempre a livello nazionale, più volte l’anno si riuniscono i presidenti dei coordinamenti regionali per impostare i lavori che verranno poi discussi al consiglio nazionale dei presidenti.

 

Come vengono scelti i componenti della Consulta ?

I componenti della Consulta degli studenti vengono eletti nelle singole scuole. Sono due per ogni istituto. Ogni due anni (che è la durata del mandato) in tutte le scuole d’Italia si torna a votare: ad esempio l’anno scorso a inizio anno in tutte le scuole della provincia di Pordenone si sono votati i rappresentanti della consulta, con diverse modalità: si presentano le liste, si presentano singoli candidati… Gli studenti delle scuole li votano e i due che risultano i più eletti prendono parte alla prima plenaria della consulta, che si fa ad inizio anno, nella quale bisogna nominare tre ruoli: il segretario, che ha il compito di verbalizzare e trascrivere tutto ciò che viene detto durante le riunioni, perchè essendo un organo istituzionale, dobbiamo avere un registro che riporti tutto quello che viene detto e tutte le votazioni che facciamo; ogni decisione va infatti votata, non esistono decisioni personali ma bisogna votare in plenaria, ogni singolo membro ha diritto di voto. Gli altri due ruoli da decidere sono quelli di presidente e vicepresidente.

 

Come viene eletto dunque il presidente?

Sempre durante questa prima plenaria viene chiesto se qualcuno ha intenzione di candidarsi come presidente o vicepresidente; chi è intenzionato presenta la candidatura, nella quale bisogna fare una piccola presentazione di se stessi (da dove si viene, che scuola si frequenta) e si presenta un progetto per i due anni di mandato, cercando di far capire su che linea ci si vorrebbe improntare , e in base a questo i presenti votano e decidono chi sarà il futuro presidente.

 

E qual è il suo ruolo?

ll presidente ha il ruolo più importante nell’organo della Consulta : deve gestire tutte le attività, che significa che tutte le responsabilità ricadono su di lui, deve coordinare il gruppo, deve rappresentare la consulta in ogni evento (salvo casi particolari in cui può fare una delega al vicepresidente). Oltre al ruolo strettamente provinciale, come ho già accennato prima, c’è anche quello a livello regionale, e poi c’è l’impegno nel consiglio nazionale dei presidenti, al quale il presidente deve non solo recarsi ma anche partecipare attivamente.


Per concludere, quali sono le tre parole che secondo te descrivono meglio la consulta?

Direi impegno, gioventù e rappresentanza.

 

Cristian Curaba, Francesco Gasparotto, Massimiliano Covre, Camilla Colanero, Thomas Trevisan, Tomasi Lorenzo

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