Giornale on line di scienze, tecnica, industria, arte e società

Category archive

Arte

Quando il canto diventa Sing’ing

by
  • hand-microphone-mic-hold.jpg?fit=1124%2C750&ssl=1

Stay Sing’ing!

Probabilmente molti cittadini hanno sentito questo motto. È infatti questo l’inno del coro Sing’ing di Pordenone, una realtà conosciuta da molti pordenonesi ma che può essere presentata ancora a molte persone che non ne sono a conoscenza.

In molti, soprattutto giovani, lo definiscono erroneamente coro del Grigoletti, ma non è cosi!

Andiamo a vedere perchè in questa video-intervista.

 

Jovanotti, Nike e Fifa, The Special Need: li accomuna Carlo Zoratti.

by

Abbiamo conosciuto Carlo Zoratti ad una conferenza di “Keep the Beat”, per cui sta dirigendo un cortometraggio. Ci ha stupito subito la sua onestà e la sua disponibilità a raccontarsi. Gli abbiamo quindi chiesto di parlarci del suo lavoro, delle difficoltà e dei successi.

Carlo Zoratti ha esordito  come regista cinematografico nel 2013, con “The Special Need”, un film-documentario su un ragazzo autistico che decide di voler esplorare la propria sessualità. Ci ha raccontato di aver creato il film indipendentemente, affrontando spesso le critiche di familiari e amici, ma decidendo di arrivare fino in fondo. E come afferma nell’intervista, per Zoratti la caratteristica fondamentale è quella della perseveranza. È proprio questa, secondo lui, ad avergli permesso di lavorare per brand come Nike e Fifa, e di essere tutt’ora direttore artistico dei tour di Jovanotti.

Il lavoro di traduzione, il sogno dietro a questa carriera

by

Spesso agli studenti di lingue straniere viene detto che la conoscenza di esse sarà molto utile nel mondo del lavoro, che ampliano la scelta delle carriere intraprendibili. Solitamente però, il discorso rimane molto vago. Una delle molte possibilità lavorative specifiche dell’ambito linguistico è la traduzione editoriale, e l’intervista alla traduttrice part time di libri Nadia Brusin, aiuterà a comprendere più a fondo questo lavoro.

La sua formazione, come ci si poteva aspettare, è stata prevalentemente in ambito linguistico: ha frequentato un Istituto Tecnico Commerciale corrispondente in lingue estere, in seguito si è laureata in Lingue e Letterature Straniere ottenendo un’ottima preparazione letteraria e culturale. Presa la laurea ha iniziato a lavorare in un’azienda come commerciale estero, ma successivamente si è riscoperta nostalgica del mondo letterario e ha quindi deciso di intraprendere il percorso di laurea in Traduzione Specialistica e Multimediale, conseguendo la laurea Specialistica. Ha iniziato a lavorare come traduttrice in quest’ultimo ambito, soprattutto a livello legale e tecnico. Volendo però perseguire il percorso editoriale, ha frequentato diversi corsi organizzati da editori, enti culturali o agenzie e partecipato ad altrettanti workshop tenuti da altri traduttori. Finora ha lavorato su un romanzo per ragazzi intitolato “Come mangiare vermi fritti” (Biancoenero edizioni).

Cosa l’ha spinta a scegliere questo lavoro?

“Il sogno di essere una scrittrice? Però non si potrebbe dire. Dietro ad una traduttrice editoriale c’è quasi sempre il desiderio e l’ambizione di scrivere un libro. Inoltre mi hanno sicuramente indirizzata alcuni miei aspetti caratteriali: l’essere una persona con uno stile cognitivo e analitico, l’essere puntigliosa – in quanto essere un traduttore significa considerare tutti i minimi particolari e curare un continuo lavoro di perfezionamento, cosa che invece non può permettersi di fare un interprete, poiché deve essere più estroverso, spigliato, deve avere una visione globale e dare un risultato immediato.”

Quali sono le difficoltà di questo lavoro?

Gli ostacoli principali riguardano la remunerazione: la traduzione editoriale è retribuita molto meno di quella specialistica, di fatto sono pochi in Italia i traduttori editoriali che guadagnano bene, ed il prezzo a cartella è veramente basso. Inoltre non esiste più la figura del traduttore come dipendente di una casa editrice, la maggioranza sono traduttori freelance, con tutte le avversità che ne conseguono.”

Qual è il processo da seguire se si vuole tradurre un libro?

“Ci sono due opzioni: la prima, più ardua, consiste nel scoprire un autore che scrive in lingua straniera e proporlo ad una casa editrice; la seconda, come ho fatto io stessa, è continuare a frequentare corsi, entrare in contatto con personalità dell’ambito che possano indirizzarti verso fiere dell’editoria dov’è possibile lasciare i propri contatti e/o contattare personalmente gli editori, con la possibilità che questi ultimi ti cerchino e ti mettano alla prova con una traduzione da svolgere e che infine scelgano la tua versione tra le altre.”

In quali ambiti, oltre a quello editoriale, può lavorare un traduttore?

“Un traduttore può lavorare in qualsiasi tipo di azienda, dove può assumere anche ruolo di esperto dell’ufficio commerciale o delle relazioni col cliente. La laurea in Traduzione è spendibile principalmente in azienda più che nel campo delle lingue e letterature straniere, infatti questo ultimo ambito è maggiormente orientato verso l’insegnamento.”

Quali consigli darebbe agli studenti che vorrebbero intraprendere questa carriera?

“Per quanto riguarda la formazione scolastica consiglio la scuola di Interpretariato e Traduzione con un master in traduzione editoriale, inoltre è importante fare molta pratica con le lingue mediante periodi all’estero, di partecipare a fiere dei libri e a corsi online anche prima di terminare gli studi, e per ultimo ma decisamente non per importanza, consiglio di leggere molto, tanto in lingua italiana quanto in lingua straniera.”

Nadia Brusin

Fumetto: un fenomeno contemporaneo

by

Negli ultimi anni, manga e fumetti in generale sono diventati un fenomeno sempre più diffuso nel mondo, e l’Italia non fa eccezione. Ma, oltre agli attuali prodotti giapponesi, questa forma artistica ha lunga storia, sia in Europa che in Oriente.
Alla ricerca delle sue radici, nasce la domanda: che cos’è il fumetto?

Il fumetto è quell’oggetto nato dalla necessità di associare testi a immagini o rappresentazioni poste in sequenza.  È stato notato come il fumetto sia pensato per una fruizione di massa: non solo cioè riprodotto in più esemplari, come erano già i libri antichi e le loro incisioni, ma anche concepito per raggiungere un vasto pubblico. La varietà degli elementi espressivi adottati da ciò che viene comunemente identificato come fumetto è talmente vasta che ogni tentativo di trovare uno o più elementi specifici di questo genere si è rilevato vano.

Ritroviamo le radici del fumetto occidentale intorno all’800 nel centro Europa. Nell’arte medievale era consuetudine la narrazione di storie attraverso una sequenza di disegni con lo scopo principale di renderli intelligibili anche alla popolazione analfabeta, era inoltre diffusa anche la pratica di scrivere parole uscenti dalla bocche di alcuni personaggi, in modo da dare un’idea di ciò che stessero dicendo. Il fumetto giapponese, oggi conosciuto come manga, trova le sue origini nel periodo Heian (749 – 1185) con gli emakimono che associano le immagini a brevi testi calligrafati, raccontando una storia che viene scoperta dispiegando un rotolo di carta.

Il termine ‘manga’ deriva letteralmente da immagini libere o immagini stravaganti,  e fu usato inizialmente nel  XVIII secolo dopo la pubblicazione di alcuni libri illustrati che prendono nome di Shiji no yukikai ideati da Santo Kyoden e dal libro hyakujo di Aikawa Minwa. Mentre il primo disegnatore ad utilizzare il termine manga fu Rakuten Kitazawa.
Nel paese del sol levante, il Giappone, con il termine manga si indicano i fumetti di qualsiasi target, tematica e nazionalità. Tutt’altro accade al di fuori di questa nazione dove il manga viene considerato e catalogato unicamente come un fumetto giapponese.

Oltre a ciò, il fenomeno del fumetto si è evoluto ed espanso notevolmente negli ultimi anni arrivando a raggiungere molte persone in ampie fasce età. A causa di satira e uso di contenuti ritenuti inappropriati il fumetto è stato oggetto di ‘censura’ o, in alcuni casi, è stata negata l’importazione di specifici titoli. Un ultima ‘evoluzione’ del fumetto è purtroppo la ‘scan’, ovvero la possibilità di leggere fumetti online gratuitamente. In Italia il problema delle scan non è così vasto, le scan sono ormai ampiamente diffuse sia in Giappone che in America, ma si stanno già diffondendo in tutto il resto del mondo.
Queste scan vengono messe a disposizione da professionisti del business online, che senza troppi scrupoli legali, le hanno trasformate in un affare milionario. Questa modalità di lettura, oltre ad essere illegale, si è rivelata un vero e proprio problema per il mercato del fumetto cartaceo e per le fumetterie che devono fronteggiare la preferenza di alcuni lettori alla lettura delle ‘scan’ per vari motivi come ad esempio il costo, la reperibilità, o la comodità della lettura dallo schermo del PC, Smartphone, Tablet, ecc.
Fortunatamente molti dei lettori sono ancora amanti della copia fisica del fumetto e ritrovano nella fumetteria un luogo di incontro tra amici e di scambio di passioni. Non sono da sottovalutare i servizi che svariate fumetterie offrono, come ad esempio prenotazioni e abbonamenti a certi titoli, organizzazione di tornei e partite di giochi di carte e non solo, dai più conosciuti a quelli di nicchia e più elitari oltre alla possibilità di comprare altri articoli (come dadi, action figures, figurine, poster, giochi da tavolo ecc.) potendoli prima vedere dal vivo in negozio.

Volendoci focalizzare sulla realtà italiana, in particolare quella della città di Pordenone, L’Intervallo ha intervistato i titolari delle tre fumetterie cittadine: Safarà, Altrimondi e Megamaster.
Dalle risposte è stato possibile comprendere la fascia d’età del degli acquirenti, gli articoli più apprezzati, le dinamiche riguardo l’importazione dei fumetti stranieri e tante altre curiosità su questo particolare mondo.

Mediateca: una realtà speciale vicina a noi

by
Il cinema e il multimediale in generale permeano ormai le vite di molti, in particolare dall’inizio del nuovo millennio, in particolare grazie all’avvento dello streaming.

In piazza Cavour, nel centro storico di Pordenone, c’è un luogo accogliente in cui giovani e meno giovani possono trovare facilmente moltissimi film, libri, foto rarissime, manuali riguardanti cinema italiano e mondiale, e anche alcune console per chi cerca di un momento di svago; ebbene questo Eden per tutti gli
amanti di film e libri esiste davvero: è la Mediateca.
Questa struttura può contare su 16.376 libri, 18.127 film, 12.500 foto, 16.555 diapositive e ben 9.000 negativi; sono dati importanti a riprova del fatto che la Mediateca è uno scrigno pieno di tesori spesso inaspettati come foto originali, rare ed affascinanti del backstage di grandi registi come Fellini o Pasolini, che non sfigurerebbero in un museo della
storia del cinema. E sono già moltissime le persone che apprezzano questo luogo come testimoniano i dati: circa 37 mila prestiti e più di 3.000 tesseramenti.
Accompagnati dal direttore Riccardo Costantini, i redattori de L’Intervallo hanno visitato la Mediateca, scoprendo ogni suo segreto.
Già nell’atrio si viene colpiti dalla vivacità di questo ambiente molto colorato che presenta anche un angolino per i più piccoli.

Successivamente si accede ad un secondo ambiente che è costituito da film che spaziano dalle pellicole in bianco e nero a quelle più recenti uscite nelle sale dei cinema pochi anni fa, così da soddisfare sia la passione dei cinefili che la curiosità dell’uomo comune, su una parete vi sono anche dei computer ad uso gratuito per chiunque avesse necessità di effettuare una ricerca in Internet.
Poi si passa a due ambienti molto raccolti, dedicati a chi cerca un angolo appartato per poter studiare in tranquillità, leggere, consultare i libri sulla storia del cinema contenuti negli staffali ricolmi si troverà a proprio agio, circondato da meravigliosi scatti di Pasolini ed altri grandi del cinema come si può notare dalle foto presenti a lato.
Proseguendo si può accedere alle console o agli uffici. Qui ci sono le immagini ed i nastri più rari, custodi sotto chiave. Poter osservare da vicino dei pezzi di storia fa rendere conto di quale patrimonio possieda il cinema italiano grazie a dei geni tutti nostrani.
Troppo spesso si pensa che le uniche pellicole degne di nota siano i colossal d’oltreoceano, l’Italia ha partorito alcuni dei più grandi registi di sempre.

Le foto vengono minuziosamente controllate e catalogate in base alla scena che raffigurano, agli attori presenti e alla data in cui sono state scattate, e dicono ovviamente di che pellicola fanno parte.
Anche i nastri vengono riascoltati e catalogati, ma soprattutto c’è un immenso lavoro di digitalizzazione, così da poterli trasformare in dvd e renderli noti al pubblico.
È un materiale unico nel suo genere proprio perché contiene particolari, scene tagliate e interviste ai vari attori e registi e il lavoro supplementare è fondamentale per poter poi ricostruire la storia del cinema e per poter apprendere appieno le tecniche che hanno reso famosi molte pellicole.

 

La Mediateca è in conclusione parte di una rete tutta friulana costituita anche dai centri di Udine, Gorizia e Trieste, e si fa carico di un messaggio molto importante: in un’era di esponenziale digitalizzazione e di tempi sempre più corti in cui il mondo ci scorre accanto alla velocità della luce, caro lettore, prenditi del tempo per te e dedicati ad un buon libro o ad un film, torna a sentire il profumo della carta, a condividere le tue esperienze, ad assaporare e ad approfondire la tua conoscenza del cinema italiano ed internazionale in un luogo in cui non puoi fare a meno di sentirti a casa.
Ecco l’intervista a Riccardo Costantini, direttoredella Mediateca.27

Bobby si racconta, e non Solo.

by

È stato il più famoso cantautore italiano degli anni Sessanta, ha vinto due edizioni di Sanremo e le sue canzoni hanno riscosso incredibile successo anche in altri paesi. Ma dove è finito? Abbiamo deciso di incontrarlo e farci raccontare la sua vita, per ricordare e far conoscere un cantante che è stato l’icona della musica italiana degli anni Sessanta.

Keep Reading

Go to Top