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Costume

NaonisCon 2018: Fumetti, Giochi e Cosplay

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“Esaltante”, “intenso”, ”originale”, così i giovani descrivono il NaonisCon.
A 22 anni dalla sua inaugurazione, la fiera del fumetto del pordenonese rimane una delle attrazioni principali della provincia, migliorando ed espandendosi ogni anno in qualità e richiamando sempre più visitatori, anche da fuori regione.
In occasione dell’evento, siamo andati ad intervistare i giovani del NaonisCon, constatando quanto questa manifestazione sia veramente apprezzata. La Fiera offre un’ampia gamma di eventi, tra i quali annoveriamo dimostrazioni e prove di giochi, un angolo ludoteca, proposte e prove delle più recenti novità in ambito ludico e l’attesissima gara di cosplay, oltre che un’enorme selezione di gadget relativi ad una miriade di ambiti: fumetto in primis, ma anche videogiochi, action figures, merchandise e artwork di artisti emergenti.
Con proposte tanto allettanti non ci sorprendiamo che quest’anno a partecipare vi erano più di 1500 persone, e che tra quelle intervistate molte erano già state all’evento in precedenza, addirittura per tre anni di fila in certi casi. Questo però non significa che non mancassero nuovi visitatori.
Dalle risposte abbiamo inoltre constatato che, sia per mezzo di famiglia o amici, il NaonisCon viene solitamente scoperto tramite passaparola, il che, aggiunto alla grande quantità di opinioni positive, riconferma il successo popolare della Fiera. Tra gli aspetti migliori secondo gli intervistati la varietà è una caratteristica immensamente importante, come sottolineato da Giada (16, Vicenza) e Ilaria (15, Pordenone); tuttavia in molti, come Simone (17, Talponedo) e Agata (12, Vicenza) insistono sull’aspetto del merchandise presente e soprattutto sugli amati cosplay, impossibili da non notare.
Quando confrontati sulle critiche da fare all’evento la stragrande maggioranza non ne muove nessuna, ma le osservazioni costruttive non mancano: secondo Gaia (17, Vallenoncello) l’evento andrebbe pubblicizzato di più, per Sofia (16, Vicenza) invece andrebbe riorganizzata la sistemazione dei padiglioni.
In conclusione: il NaonisCon anno dopo anno viene apprezzato da sempre più gente e si afferma con sempre più forza come una delle manifestazioni di eccellenza nella nostra provincia, ravvivandone il già eccellente panorama culturale.

Quando il canto diventa Sing’ing

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Stay Sing’ing!

Probabilmente molti cittadini hanno sentito questo motto. È infatti questo l’inno del coro Sing’ing di Pordenone, una realtà conosciuta da molti pordenonesi ma che può essere presentata ancora a molte persone che non ne sono a conoscenza.

In molti, soprattutto giovani, lo definiscono erroneamente coro del Grigoletti, ma non è cosi!

Andiamo a vedere perchè in questa video-intervista.

 

Università: ma quanto costa?

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Al giorno d’oggi scegliere una facoltà e iniziare a seguire un corso di studi all’università significa anche interessarsi e informarsi sulle spese da sostenere durante questo percorso.  Affrontare le spese quotidianamente e gestirsi economicamente  sono aspetti con cui si deve convivere, ecco dunque che subentra l’interesse dei genitori nel responsabilizzare i propri figli sulla  gestione e sull’utilizzo consapevole  in modo che si rendano conto del grosso peso che il denaro  ha nella società odierna, soprattutto se il ragazzo in questione deve intraprendere la nuova esperienza universitaria.
Dunque abbiamo analizzato gli aspetti cardini riguardanti i costi della vita media di un universitario in Italia da tenere a mente.
Le spese maggiori che uno studente deve sostenere sono, a discapito di ciò che la maggior parte delle persone pensa, i costi relativi al vitto e all’alloggio al di fuori della propria realtà abitativa. I costi variano notevolmente in base alla tipologia di università, cioè pubblica, privata e d’eccellenza.

Quest’ultima mediamente non richiede spese aggiuntive in quanto è l’università in sé a coprire i costi e fornire vitto e alloggio; gli studenti, infatti, per accedervi vengono sottoposti ad un test d’ingresso di selezione.
Chi invece decide di seguire un corso presso un’università pubblica, deve sapere che la prima retta, in generale, ha un costo fisso uguale per tutti gli studenti che varia in base al polo universitario di appartenenza. La seconda retta dipende da diversi fattori, quali il merito, il valore ISEE (in base al reddito della famiglia), la tipologia di corso e i meriti ricevuti.

 

Gli studenti che frequentano università private devono far fronte a spese maggiori poiché queste normalmente garantiscono una formazione più varia, completa e di ottimo livello e l’accesso è limitato. La prima rata, relativa ai corsi di laurea con importo dei contributi stabiliti in misura fissa, può variare da 2500 a 4500€, ma talvolta il contributo viene calcolato sul reddito familiare.
Chiaramente quando si decide il corso da frequentare, ci si imbatte anche nella scelta dell’alloggio, che può essere in appartamento, spesso condiviso, in collegio o eventualmente a casa propria nel caso dei pendolari, che, frequentando un’università a una distanza percorribile quotidianamente, hanno da sostenere solo i costi di spostamento.
Vivere in un appartamento comprende le spese per l’affitto e le bollette; naturalmente i costi variano da città a città, ma possiamo affermare che in media si aggirano tra un minimo di 200€ ad un massimo di 500€ al mese. Ricordiamo che il costo effettivo dell’affitto dell’appartamento può essere spartito tra i coinquilini e quindi risultare più conveniente e comodo al singolo studente.


Anche in alcuni collegi, che in generale comportano un costo più elevato, che può essere superiore a 10.000 € all’anno poiché offrono servizi aggiuntivi, come il servizio di pulizie e la possibilità di consumare i pasti in una mensa, è possibile condividere la stanza con altri studenti.
È importante tenere a mente che se si vive in appartamento, oltre all’affitto, si aggiungono i costi del vitto, cioè di alimentari per la sussistenza, che ammontano mediamente a circa €80 a settimana.
Inoltre, ci sono da considerare i costi dei mezzi pubblici urbani, come autobus, tram e metro per tutti gli studenti frequentanti. Anch’essi variano da città a città, ma per esempio il prezzo di un carnet di 10 biglietti per l’autobus ammonta a circa €13, invece per chi sceglie l’abbonamento mensile i costi si aggirano intorno ai €25/30.

Abbiamo analizzato i costi totali di un anno di studio in 3 città italiane: Milano, Padova e Bologna.

Considerando la prima e la seconda rata delle tasse universitarie (delle universitá pubbliche) del corso di lettere di Milano, Bologna e Padova, i dati rilevati mostrano che la prima rata ammonta a circa 200€ a Milano, 156€ a Padova e 164€ a Bologna. Per quanto riguarda la seconda rata, e prendendo come esempio un reddito medio annuo di 30000€, non abbiamo riscontrato grandi differenze tra le varie città, poiché a Milano il costo é di 2000€, a Padova 1872€ e a Bologna €1953.
Dunque abbiamo constatato che, prendendo in considerazione città diverse, le tasse mantengono valori simili e potremmo dedurre che sono altri fattori ad influire nelle spese di una famiglia.
Uno di quasti fattori è sicuramente l’affitto, irrilevante per gli studenti che vivono con la propria famiglia e studiano in una cittá che è già sede di ateneo; al contrario chi studia fuorisede deve far fronte alle spese d’affitto: valutando gli appartamenti con camera doppia, abbiamo riscontrato dei prezzi al mese simili, precisamente 400€ a Milano, 250€ a Padova e 270€ a Bologna.
Un altro aspetto fondamentale da tenere a mente è il vitto, che in tutte e tre le città considerate ammonta all’incirca a 400€ al mese.
Per quanto concerne l’utilizzo dei mezzi pubblici urbani, un abbonamento mensile a Milano costa circa 35€, mentre a Padova e a Bologna varia tra 26 e 27€.

Dunque, tirando le somme, un anno di studi universitari a Milano viene a costare intorno ai 16.500 €, mentre a Padova 12.300 € e infine a Bologna 12.700 €.

In conclusione è evidente che sostenere i costi di uno studente universitario per una famiglia comporta un impegno non indifferente. Appare chiaro che le spese per la famiglia variano notevolmente in base al corso di studi scelto e alla città in cui si studia, ma possiamo affermare che la spesa media per una famiglia può aggirarsi intorno ai 15.000 € all’anno.

Ogni ragazzo, ottenuto il diploma deve compiere una scelta importante che condizionerà fortemente il proprio futuro, e bisogna ricordare che la scelta universitaria comporta diversi costi ed esserne consapevoli permette di scegliere nel miglior modo che cosa fare quando ci si trova in procinto di iniziare questa nuova e importante esperienza.

Codice Stradale: quanto ne sanno i pordenonesi?

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Capita molto spesso, in particolare sui social network, di sentire persone che si lamentano del comportamento altrui in strada, indipendentemente dal fatto che siano automobilisti, ciclisti o pedoni. C’è anche chi si lamenta del mantenimento della sicurezza stradale da parte dei corpi appositi (Polizia, Carabinieri, Vigili).

L’Istat periodicamente pubblica i risultati sul’andamento delle infrazioni stradali. Nel 2015 si sono verificati in provincia di Pordenone oltre 196 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 2 vittime e 230 feriti.
Emerge la classifica dei giorni dove si concentra la maggiore densità di veicoli coinvolti in incidenti stradali: sul podio si posizionano il lunedì (36 incidenti su 196 totali), il giovedì (35 incidenti su 196 totali) e poi il sabato (31 incidenti su 196 totali); si concentrano maggiormente nelle ore serali/notturne.
Gli incidenti stradali in provincia avvengono soprattutto su strade rettilinee, tra più di una autovettura, in particolare con condizioni meteorologiche serene, con un fondo stradale asciutto e con uno scontro “frontale-laterale”.Il mese da “bollino rosso” per chi viaggia su strada, invece, è gennaio: gli incidenti stradali si concentrano proprio in questo periodo; mentre nel 2014 si concentravano nel mese di giugno con un incremento dei veicoli coinvolti già evidente nel mese di maggio. Va ricordato, però, che i dati Istat contano solo i casi in cui sono intervenuti gli agenti, anche se in realtà i sinistri stradali sono di più.

Allora, dopo aver analizzato questi dati, ci siamo chiesti: quali sono gli errori più comuni che commette un automobilista, un pedone o un ciclista? Abbiamo così rivolto la domanda ad alcune persone in centro a Pordenone, che hanno gentilmente accettato di rispondere ad una breve intervista, assieme a delle considerazioni personali.

 

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