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Il Liceale del 2018

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In un’era in cui regna l’intelligenza artificiale, la redazione dell’intervallo si è posta un quesito: i ragazzi che stanno frequentando una scuola superiore hanno le idee chiare su quello che faranno un domani?
Nella nostra provincia sono presenti numerosi licei che comprendono diversi indirizzi, dal conosciuto liceo classico/scientifico ad indirizzi come il liceo economico.
Dal sondaggio distribuito sono emersi dei dati molto chiari: la percentuale più alta dei giovani che hanno risposto risale alla fascia d’età compresa tra i 17 e i 18 anni, molti dei quali hanno le idee abbastanza chiare sul loro futuro. Dal grafico, si può notare che 8 ragazzi liceali su 10 sono prossimi a scegliere un percorso universitario. Ma solo il 52% ha le idee chiare su cosa scegliere e quindi il percorso che seguirà.  

Analizziamo in dettaglio le varie scelte, e le professioni più desiderate dagli studenti di ogni indirizzo nei prossimi anni:

Liceo Classico:

Il percorso del Liceo classico è indirizzato allo studio della civiltà classica e della cultura umanistica. Favorisce una formazione letteraria, storica e filosofica idonea a comprenderne il ruolo nello sviluppo della civiltà e della tradizione occidentale e nel mondo contemporaneo sotto un profilo simbolico, antropologico e di confronto di valori. Favorisce l’acquisizione dei metodi propri degli studi classici e umanistici, all’interno di un quadro culturale che, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, consente di cogliere le intersezioni tra i saperi e di elaborare una visione critica della realtà. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie. (Articolo 5 del Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 15 marzo 2010).
Gli studenti del liceo classico sono propensi allo studio di materie meno tecniche, come indica il MIUR,  molti di scelgono l‘indirizzo generico di medicina per poi proseguire le specializzazioni oppure la continuazione degli studi in ambito umanistico, filosofico e storico. 

Liceo Scientifico 

Il percorso del liceo scientifico favorisce l’acquisizione delle conoscenze e dei metodi propri della matematica, della fisica e delle scienze naturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie per seguire lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica e per individuare le interazioni tra le diverse forme del sapere, assicurando la padronanza dei linguaggi, delle tecniche e delle metodologie relative, anche attraverso la pratica laboratoriale. (MIUR)

Liceo Scientifico Scienze applicate

L’opzione “scienze applicate” fornisce allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alla cultura scientifico – tecnologica, con particolare riferimento alle scienze matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, della terra, all’informatica e alle loro applicazioni
Dal Liceo scientifico escono delle persone più tecniche, con delle conoscenze tecniche e scientifiche più sviluppate. Molti studenti scelgono l’indirizzo di ingegneria, in tutte le sue specializzazioni: dalla meccanica alla meccatronica. Anche la scelta dell’economia sia a livello aziendale che come finanzia e mercati, italiani ed internazionali.
Con la scelta dell’indirizzo scienze applicate, grazie alla presenza dell’informatica, la scelta maggiore è l’ingegneria con indirizzo informatico, con specializzazioni in hardware e software. 
Non manca la scelta dell’architettura, vincolata dal percorso obbligatorio di 5 anni, un ragazzo su 50 sceglie questo indirizzo, dopo aver frequentato un liceo. 

Liceo Linguistico

Il percorso del liceo linguistico è indirizzato allo studio di più sistemi linguistici e culturali. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità, a maturare le competenze necessarie per acquisire la padronanza comunicativa di tre lingue, oltre l’italiano, e per comprendere criticamente l’identità storica e culturale di tradizioni e civiltà diverse (Articolo 6 del Decreto del Presidente della Repubblica 89 del 2010).
Il percorso del liceo linguistico prevede lo sviluppo di competenze in tre lingue straniere con il raggiungimento del livello di padronanza almeno del livello B2 del “Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue” per la Lingua e Cultura 1 e del livello di padronanza almeno del livello B1 per la Lingua e Cultura 2 e 3.
Il percorso con un utilizzo costante della lingua straniera. Ciò consente agli studenti di fare esperienze condivise sia di comunicazione linguistica sia di comprensione della cultura straniera in un’ottica interculturale. 
Prevale lo sviluppo della consapevolezza di analogie e differenze culturali, indispensabile nel contatto con culture altre, anche all’interno del nostro paese.
Una scelta, presa in considerazione da molti studenti del liceo linguistico (9 su 10) sono gli Scambi culturali e in presenza, visite e soggiorni di studio anche individuali, stage formativi in Italia o all’estero (in realtà culturali, sociali, produttive, professionali) che  integrano il percorso liceale.

Mondiali 2018: la veloce ed affascinante ascesa della Croazia

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Molti italiani sono rimasti affascinati dai risultati ottenuti dalla nazionale croata durante i Mondiali di calcio appena terminati, tanto da sperare nella loro vittoria nella finale contro la Francia. Nonostante la partita sia stata vinta dalla nazionale francese, con il risultato di 4-2, è necessario evidenziare perché il secondo posto ai Mondiali sia un risultato storico per la Croazia.

Non tutti sapranno che la nazionale croata di calcio è  nata meno di 30 anni fa, a differenza per esempio della nazionale italiana i cui esordi risalgono agli inizi del Novecento. La squadra croata giocò contro la Svizzera nel 1940 e successivamente disputò in 16 incontri a partire dallo stesso anno fino al 1944.
Dopo la seconda guerra mondiale la Croazia entrò a far parte della Jugoslavia e la squadra nazionale non ebbe più la possibilità di giocare fino all’indipendenza del 1990, anno in cui ebbe luogo la prima gara ufficiale dopo molti anni contro gli Stati Uniti.
Dal 1995 in poi la Croazia diventò una delle migliori squadre nazionali di calcio del mondo, con la conseguente qualificazione al campionato europeo del 1996. Nessuno avrebbe mai pensato ad un’ascesa così rapida, tanto da arrivare in poco più di vent’anni alla finale dei Mondiali.

Inoltre bisogna ricordare che la Croazia conta poco più di 4 milioni di abitanti, dunque una popolazione minima paragonata a paesi come Italia o Francia. È evidente che per i croati il calcio, e lo sport in generale, è più di un gioco. La Croazia vanta di numerosi sportivi ad alto livello. Non stiamo parlando solo di calciatori, ma anche di tennisti, cestisti e pallanuotisti.
Dunque molti si chiederanno come sia possibile trovare così tanti atleti ad alto livello in un paese così poco popolato. La risposta è semplice: i croati danno molta importanza allo sport e trasmettono valori come l’impegno e la serietà anche ai più piccoli, i quali cominciano molto presto ad allenarsi.
Lo sport in Croazia è servito sicuramente anche per risollevarsi dopo la caduta della Jugoslavia, infatti lo spirito di squadra ha di certo riacceso gli animi del paese.

Illegale o no? La verità sullo streaming

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Quanto si rischia guardando film e serie tv online?

Questa domanda ha una risposta facile e complessa allo stesso tempo, ma per rispondervi occorre prima fare delle osservazioni.

Prima di tutto, bisogna dire che non ci dovremmo nemmeno porre la domanda se il fenomeno dello streaming online non fosse veramente diffuso ma, dunque, quanto è diffuso?

Grazie ad un sondaggio da noi condotto notiamo subito come le serie tv rappresentino uno svago ampiamente amato dai giovani, infatti solamente il 36,5% degli intervistati le guarda meno di un’ora al giorno. Tuttavia, il 60% dei ragazzi riporta di non utilizzare servizi di streaming a pagamento, e sommato al fatto che solo il 20% dichiara di non aver mai utilizzato servizi di streaming non a pagamento, possiamo facilmente renderci conto della magnitudine di questa tendenza.

È banale osservare che ovviamente tutto ciò sia tutt’altro che favorevole alle case di produzione cinematografiche e televisive, ma appare che nessuno sappia veramente che cosa sia legale e cosa no: per questo motivo siamo andati ad approfondire l’argomento con la Polizia postale di Pordenone. Lì abbiamo parlato con un agente che ci ha gentilmente illustrato la situazione, i riscontri dell’intervista sono stati i seguenti: chi rischia con lo streaming online non è chi lo guarda ma chi lo mette a disposizione, e a volte neanche loro. Il problema principale è rappresentato dal fatto che coloro che caricano contenuti illeciti online fanno sempre in modo di spostare i server in Paesi dove le autorità non possono intervenire.

Sembra perciò che la polizia si trovi in una posizione altamente svantaggiosa, e finché non si sarà in grado di aggirare la furbizia di chi ha intenzione di infrangere la legge possiamo stare certi che questo fenomeno resterà un problema lungi dall’essere risolto.

 

I dati sono stati raccolti attraverso un sondaggio nel Liceo Grigoletti, sono state ricevute 378 risposte.

 

I prossimi due grafici indicano rispettivamente l’età (Grafico 1) e il sesso (Grafico 2) delle persone intervistate.

 

Grafico 1

 Grafico 2

Nel Grafico 3 sono indicate le ore mediamente passate a guardare serie TV o film al giorno, 8,2% degli intervistati ci passa più di 3 o 4 ore.

Grafico 3

I prossimi grafici indicano i servizi più utilizzati dagli intervistati (Grafico 4) e le spese mensili per gli eventuali abbonamenti (Grafico 5).

 

 
Grafico 4
          
Grafico 5

Alla domanda “Utilizzi siti di streaming non a pagamento?” l’81% (306) hanno risposto positivamente. Nei prossimi due grafici sono indicati quanto spesso questi siti vengono utilizzati dagli intervistati (Grafico 6) e per quali motivi (Grafico 7)

 

Grafico 6
Grafico 7

Illegale o no? La verità sullo streaming

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  • Quanto si rischia guardando film e serie tv online?

Questa domanda ha una risposta facile e complessa allo stesso tempo, ma per rispondervi occorre prima fare delle osservazioni.

Prima di tutto, bisogna dire che non ci dovremmo nemmeno porre la domanda se il fenomeno dello streaming online è diffuso ma quanto è diffuso .

Grazie ad un sondaggio da noi condotto notiamo subito come le serie tv rappresentino uno svago ampiamente amato dai giovani, infatti solamente il 36,5% degli intervistati le guarda meno di un’ora al giorno. Tuttavia, il 60% dei ragazzi riporta di non utilizzare servizi di streaming a pagamento, e, sommato al fatto che solo il 20% dichiara di non aver mai utilizzato servizi di streaming non a pagamento, possiamo facilmente renderci conto della diffusione  di questa tendenza.

È banale osservare che ovviamente tutto ciò sia tutt’altro che favorevole alle case di produzione cinematografiche e televisive, ma appare che nessuno sappia veramente che cosa sia legale e cosa no: per questo motivo siamo andati ad approfondire l’argomento con la Polizia postale di Pordenone. Lì abbiamo parlato con un agente che ci ha gentilmente illustrato la situazione, i riscontri dell’intervista sono stati i seguenti: chi rischia con lo streaming online non è chi lo guarda ma chi lo mette a disposizione, e a volte neanche loro. Il problema principale è rappresentato dal fatto che coloro che caricano contenuti illeciti online fanno sempre in modo di spostare i server in Paesi dove le autorità non possono intervenire.

Sembra perciò che la polizia si trovi in una posizione altamente svantaggiosa, e finché non si sarà in grado di aggirare la furbizia di chi ha intenzione di infrangere la legge possiamo stare certi che questo fenomeno resterà un problema lungi dall’essere risolto.

 

 

Grafico 1                                                                                       Grafico 2

 

Nel Grafico 3 sono indicate le ore mediamente passate a guardare serie TV o film al giorno, 8,2% degli intervistati ci passa più di 3 o 4 ore.

 

Grafico 3

 

I prossimi grafici indicano i servizi più utilizzati dagli intervistati (Grafico 4) e le spese mensili per gli eventuali abbonamenti (Grafico 5).

 

Grafico 4

 

Grafico 5

 

Alla domanda “Utilizzi siti di streaming non a pagamento?” l’81% (306) hanno risposto positivamente. Nei prossimi due grafici sono indicati quanto spesso questi siti vengono utilizzati dagli intervistati (Grafico 6) e per quali motivi (Grafico 7)

 

Grafico 6

 

Grafico 7

Arrital: un’ eccellenza friulana

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Arrital

Storia

Arrital S.p.a. nasce nel 1979 Fontanafredda (PN) come azienda produttrice di mobili per cucine componibili.

Fin dai suoi esordi l’azienda investe sulle risorse umane, sulle tecnologie e sui processi produttivi al fine di offrire una vasta gamma di soluzioni innovative per l’arredo cucina.

Fa così ben presto capolino sul mercato italiano con le sue note cucine componibili, immediatamente apprezzate dal pubblico per la cura nei dettagli e la qualità dei materiali.

Alla fine degli anni 80′ inizia l’apertura al mercato internazionale e il brand acquisisce rilevanza internazionale nel suo settore, garantendo prodotti di prima qualità, ottima affidabilità ed un importante servizio post vendita ai clienti.

Nel 2012 l’azienda acquisisce Altamarea, un marchio collocato in una fascia di mercato medio-alto. Ben Altamarea Bathroom Boutique si distingue sul mercato nazionale ed internazionale per la produzione di mobili da bagno Made in Italy, riconoscibili per l’originalità e la raffinatezza delle collezioni.

Oggi Arrital é presente in oltre 30 paesi nel mondo e impiega 170 dipendenti.

Filosofia di vita

In ogni sua creazione Arrital si cimenta in nuove innovazioni, senza mai abbassare il suo standard qualitativo. “K_Culture” è il pay-off dell’azienda: Cultura della Cucina intesa a 360 gradi che viene espressa in ogni suo progetto, con temi dedicati anche attraverso i social ed eventi finalizzati alla trasmissione della Kitchen Culture.

Arrital risulta tra le poche aziende produttrici di mobili da cucina che abbia ottenuto la certificazione di produzione 100% Made in Italy, rilasciata dall’Istituto per la Tutela dei Produttori Italiani che consente all’azienda di garantire l’origine italiana e la qualità dei propri prodotti.

Prodotti

L’ispirazione per la creazione di nuovi prodotti avviene tramite una precedente analisi di mercato cercando nel limite del possibile di anticipare le necessità della clientela.

La collezione Arrital è caratterizzata principalmente da una linea di prodotti orientati al Design. Tutti particolarizzati da una minuziosa scelta dei dettagli resa possibile grazie a una progettualità assai avanzata.

Delle cucine di design ricordiamo: Ak_Project disponibile in molteplici finiture e soprattutto tutte disponibili nelle varie modularità in modo da poter cambiare la fascia di prezzo della composizione senza però modificare il progetto; AK_04 caratterizzata dall’anta telaio in alluminio sulla quale vengono applicati i sottili pannelli in vari materiali come il vetro lucido e satinato, i legni impiallacciati, i laccati, il Corian, l’acciaio e l’innovativo Fenix; AK_05 rappresentata da un’anta di grosso spessore (26mm) disponibile nelle versioni laccato lucido e opaco, laccato Ossidato, 10 tinte di Rovere Spazzolato e la finitura materica Micromalta; infine il modello iconico AKB_08 nato dalla collaborazione tra l’arch. Franco Driusso e lo chef milanese Andrea Berton, un modello caratterizzato da un’anta brevettata con telaio in alluminio verniciato all’internodel quale viene incorniciato un pannello disponibile in diverse finiture dal Corian, legni speciali, laccati e Fenix.

Arrital produce circa 10.000 cucine all’anno, tutto in base alla domanda dei clienti, inoltre le vendite sono sempre in aumento. Superato il periodo critico del 2008 che ha coinvolto tutte le aziende di settore e non,  sono riusciti a risollevarsi concentrandosi sui servizi e nuovi mercati in via di sviluppo.

La pubblicità avviene tramite la tradizionale carta stampata coinvolgendo riviste di settore, il web e i social media. I rivenditori sono tutti estremamente qualificati e si concentrano sul segmento medio alto. Sono molto attenti ai giovani ed hanno iniziato un periodo di studio e collaborazione con università autorevoli, in modo da capirne meglio le necessità ed abitudini.

Per quanto riguarda le vendite, il 60% avviene in Italia mentre il restante 40% è rivolto all’estero inteso sia CEE che extra Cee.

L’azienda vanta inoltre numerose collaborazioni attraverso eventi con aziende che seguono la stessa filosofia come ad esempio cantine Ferrari, O bag, Caractér, ecc. Arrital è coadiuvata da una rete di circa 104 fornitori, ed i prodotti vengono lavorati quasi tutti internamente attraverso un sistema di produzione in grado di garantire le tempistiche di consegna ai clienti.

L’azienda vanta una rete di circa 400 punti vendita, il periodo più fertile è quello che va da maggio a luglio.

Consultiamoci!

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Ogni due anni ,negli istituti secondari superiori , si eleggono due rappresentanti della Consulta ; in pochi però sanno realmente a cosa serva questo organo. Per capire meglio le funzioni di questo ente abbiamo intervistato l’attuale presidente della consulta provinciale, Alberto Canci, studente dell’istituto Vendramini.

 

Innanzitutto, spiegaci brevemente cos’è la Consulta e a cosa serve

La Consulta  degli studenti è un organo istituzionale, quindi riconosciuto dal ministero dell’istruzione, nato nel 1996 mediante un decreto legge, il d.P.R 567 del 1996. Nasce in risposta ad un’esigenza degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, che richiedevano una maggiore partecipazione nelle decisioni che li riguardavano. È quindi un organo di rappresentanza che mira a coinvolgere gli studenti nei rapporti a livello provinciale, regionale e poi nazionale. Serve a rappresentare a livello istituzionale gli studenti del territorio.

 

Di cosa si discute durante le vostre riunioni?

Organizziamo attività volte alla formazione o sensibilizzazione degli studenti: ne è un esempio la marcia organizzata per l’area giovani del Cro di Aviano, atta a dare visibilità a questa realtà locale, importante per il suo impegno nella lotta contro il cancro.

Allo stesso tempo però, negli incontri della Consulta  provinciale, facciamo una raccolta dei problemi che ci vengono comunicati dai vari membri.

I disagi segnalati alla Consulta provinciale vengono poi portati ad un organo superiore, il coordinamento regionale, formato dai vari presidenti delle consulte provinciali. Ogni mese e mezzo circa si discute di problematiche comuni riscontrate che potrebbero essere portate a livello nazionale. A quest’ultimo livello il coordinamento nazionale dei presidenti, a cui prendono parte tutti i presidenti delle consulte provinciali, si discutono tematiche fondamentali del mondo scolastico: quest’anno si è parlato di Alternanza Scuola/Lavoro, di diritto allo studio e di agenda 2030. Oltre a questo, sempre a livello nazionale, più volte l’anno si riuniscono i presidenti dei coordinamenti regionali per impostare i lavori che verranno poi discussi al consiglio nazionale dei presidenti.

 

Come vengono scelti i componenti della Consulta ?

I componenti della Consulta degli studenti vengono eletti nelle singole scuole. Sono due per ogni istituto. Ogni due anni (che è la durata del mandato) in tutte le scuole d’Italia si torna a votare: ad esempio l’anno scorso a inizio anno in tutte le scuole della provincia di Pordenone si sono votati i rappresentanti della consulta, con diverse modalità: si presentano le liste, si presentano singoli candidati… Gli studenti delle scuole li votano e i due che risultano i più eletti prendono parte alla prima plenaria della consulta, che si fa ad inizio anno, nella quale bisogna nominare tre ruoli: il segretario, che ha il compito di verbalizzare e trascrivere tutto ciò che viene detto durante le riunioni, perchè essendo un organo istituzionale, dobbiamo avere un registro che riporti tutto quello che viene detto e tutte le votazioni che facciamo; ogni decisione va infatti votata, non esistono decisioni personali ma bisogna votare in plenaria, ogni singolo membro ha diritto di voto. Gli altri due ruoli da decidere sono quelli di presidente e vicepresidente.

 

Come viene eletto dunque il presidente?

Sempre durante questa prima plenaria viene chiesto se qualcuno ha intenzione di candidarsi come presidente o vicepresidente; chi è intenzionato presenta la candidatura, nella quale bisogna fare una piccola presentazione di se stessi (da dove si viene, che scuola si frequenta) e si presenta un progetto per i due anni di mandato, cercando di far capire su che linea ci si vorrebbe improntare , e in base a questo i presenti votano e decidono chi sarà il futuro presidente.

 

E qual è il suo ruolo?

ll presidente ha il ruolo più importante nell’organo della Consulta : deve gestire tutte le attività, che significa che tutte le responsabilità ricadono su di lui, deve coordinare il gruppo, deve rappresentare la consulta in ogni evento (salvo casi particolari in cui può fare una delega al vicepresidente). Oltre al ruolo strettamente provinciale, come ho già accennato prima, c’è anche quello a livello regionale, e poi c’è l’impegno nel consiglio nazionale dei presidenti, al quale il presidente deve non solo recarsi ma anche partecipare attivamente.


Per concludere, quali sono le tre parole che secondo te descrivono meglio la consulta?

Direi impegno, gioventù e rappresentanza.

 

Rally della Val di Carnia

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Rally valli della Carnia

La quinta edizione del Rally Valli della Carnia, in programma ad Ampezzo i prossimi 7 e 8 Luglio, si conferma ancora una volta come un evento di eccellenza del Friuli Venezia Giulia. Evento sportivo di rilievo, per la qualità ampiamente riconosciuta dell’organizzazione, ed occasione di promozione del territorio, con evidenti ricadute economiche per gli operatori.

La consolidata corsa friulana, arrivata quest’anno alla sua 5^ edizione, ha collezionato numeri da record per questo 2018, con la validità di Coppa Italia per il secondo anno consecutivo. Grazie ad un tracciato davvero mozzafiato, composto da quasi 100 km di speciali , la gara svoltasi tra sabato e domenica 7 e 8 Luglio ha attirato una lista di iscritti davvero notevole. Vediamola nel dettaglio…

LA GARA

Dieci scratch consecutivi su dieci previsti e comando della classifica assoluta mai in discussione. Il weekwnd di Paolo Porro e Paolo Cargnelutti al Rally Valli della Carnia non poteva essere migliore.

Il pilota originario di Como ha mantenuto un dominio totale sulle strade friulane con la sua Ford Fiesta WRC, vincendo così  la sua terza vittoria in questa gara che sta diventando un trofeo abitudinario nel suo palmares. Se la lotta per la prima posizione non è mai praticamente esistita, con Porro in vetta sin dai primi chilometri cronometrati, per la seconda posizione è stato differente.

Protagonisti sono stati Toffoli-Artico e Cescutti-Crosilla che, dopo un duello nella fase finale di gara, sono giunti al tragiardo distaccati da soli due decimi di secondo, con il team in gara con la Hyundai i20 R5 davanti alla Skoda Fabia R5 numero 5. La loro battaglia è stata agevolata dal ko di Simone Miele, ritiratosi dopo la terza prova speciale quando si trovava in seconda posizione con la sua Citroen DS3 WRC. In questa battaglia non sono riusciti ad inserirsi Zanon-Piceno, arrivati quarti dopo una corsa costante.

In una gara caratterizzata da ben 109 team iscritti, la vittoria di classe S1600 è stata guadagnata dagli ottimi Buiatti-Visintini, quinti assoluti con la loro Renault Clio S1600.

 

Il vaso amico dell’ ambiente

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CLAIRY

Negli anni 80 la NASA ha scoperto che alcune piante hanno la capacità di eliminare gli agenti tossici nell’aria attraverso le loro radici, e non solo attraverso le foglie; Clairy amplifica le proprietà naturali di queste piante e rende la tua casa un posto migliore.

I tre soci, Vincenzo Vitiello, Paolo Ganis e Alessio D’Andrea, hanno presentato il loro primo purificatore (Clairy) nel 2016 al CES di Las Vegas. Sono stati ammessi a un programma di incubazione nella Silicon Valley, in Plug and Play (lo stesso acceleratore di Google e Paypal). Oggi la startup ha un team di 16 persone che lavora nelle sedi di Milano, Pordenone e San Francisco. Vende in 50 paesi. Nei primi due anni di attività ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti, come l’European Design Award nel 2017.

PRODOTTO

Clairy è un vaso ecologico, un innovativo sistema di purificazione di interni interamente realizzato in ceramica di Nove che massimizza le proprietà naturali delle piante per depurare l’aria indoor e assicurare un buon comfort ambientale.

Clairy unisce la naturalezza delle piante a innovativi design contemporanei creando un prodotto puntato al miglioramento delle condizioni d’inquinamento da interni, infatti l’aria all’intero degli edifici è fino a 5 volte più inquinata di quella all’esterno. Poiché passiamo oltre il 90% del nostro tempo in ambienti chiusi, è importante una buona qualità dell’aria. Clairy elimina fino al 93% di sostanze inquinanti e fino al 99% di virus e batteri.

La tecnologia ed il design dei prodotti Clairy amplificano il potere della natura per combattere l’inquinamento indoor.

Clairy è un vaso intelligente, si connette al Wi-Fi e può essere gestito tramite l’app Clairy, che funziona con smartphone e tablet iOS ed Android.

Grazie a un sensore di ultima generazione, Clairy fornisce suggerimenti per aiutarci a respirare meglio e a rimanere in salute.

COME FUNZIONA

Clairy è un sistema di filtraggio con un doppio vaso, basato sul principio della fitodepurazione.

Il sistema di filtraggio è caratterizzato dalla presenza di un cuore tecnologico che aumenta il passaggio dell’aria attraverso la pianta dove, grazie all’azione combinata di microrganismi nel terreno associati alle radici della pianta, convertono le sostanze nocive presenti nell’aria in nutrimento per la pianta stessa, grazie ai sensori di qualità dell’aria, temperatura e umidità, Clairy monitora il livello di inquinamento che respiri e il tuo benessere ambientale.

Due anni dopo il successo globale del primo prodotto, con oltre 2.500 prodotti venduti in più di 52 nazioni al mondo, ed un investimento di 2 milioni di euro da parte dell’unione europea, Clairy  lancia NATEDE, un’evoluzione del vaso che purifica d’aria con molta più tecnologia ed un nuovo stadio di filtrazione, in pre-ordine sulla piattaforma Kickstarter.

Il nuovo progetto sarà in produzione da Aprile 2019 ma è già un successo con un numero record di preordini.

L’intervallo: facciamo un’autovalutazione

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Se stai leggendo questo articolo probabilmente sai cos’è l’Intervallo, ma se invece ti trovi qui per caso lo specifichiamo comunque: si tratta di un giornale online di attualità del nostro territorio: arte, scienze, eccellenze, curiosità and molto altro, coniugando la teoria della scrittura giornalistica e del blog con la pratica del marketing, della fotografia, del videomaking e della costruzione di un sito web. La stesura dei vari articoli ha messo alla prova circa 300 studenti, divisi in vari gruppi; ragazzi con capacità tecnico/scientifico ma anche umanistiche e abilità inerenti al settore della comunicazione.
Questo giornale si prefigge di trattare argomenti diversi relativi ai più svariati ambiti, dalla scienza/tecnologia all’arte, tutti appunto inerenti il nostro territorio pordenonese.
Questo articolo, in particolare,non appartiene ad un ambito preciso, lo possiamo invece definire una sorta di autovalutazione. A tale scopo i membri del nostro gruppo e diversi nostri colleghi hanno risposto ad alcune domande da noi poste: abbiamo chiesto di descriverci brevemente il loro gruppo di appartenenza, i loro interessi   e una valutazione generale del progetto “L’Intervallo”.

Gruppo “Bianconiglio”
“Non abbiamo ruoli ben definiti all’interno del nostro gruppo, direi invece che contribuiamo ognuno in modi diversi, indipendentemente dal corso frequentato (scrittura giornalistica, videomaking, fotografia, marketing e costruzione pagina web).
Per quanto riguarda la nostra produzione abbiamo prodotto un articolo intervista a Walter Zamuner e l’importanza della sua impresa (zafferano a San Quirino), un’intervista su cosa significhi  l’esperienza scolastica e di insegnamento al CRO ed infine un articolo sul NaonisCon di Pordenone, ma al momento abbiamo in fase di produzione altri due articoli.
Il genere da noi preferito è l’articolo, soprattutto per motivi di tempo e logistica.
L’organizzazione di un nostro articolo parte da un’idea iniziale proposta, constatato poi che questa piaccia al gruppo, ognuno si propone di fare qualcosa per contribuire eventualmente discutendo e variando all’occorrenza i ruoli.
Per quanto concerne alla valutazione generale la maggior parte di noi ritiene che, sebbene non fosse il punto forte del progetto, i tutor si siano dimostrati molto disponibili e in grado di dare un rapporto utile a trovare spunti per la realizzazione degli articoli dando una grossa mano anche nel contattare le aziende. Altri invece ritengono questo rapporto un po’ confuso e non sempre completamente chiaro.
In generale questo progetto è stato apprezzato, ma in molti ritengono che potesse magari essere organizzato un po’ meglio. È stato comunque utile perché ci ha dato la possibilità di migliorare le nostre capacità comunicative, per esempio mettendole in pratica nel contattare le aziende esterne”.
Gruppo “Bon, G & Eddy”
I ruoli assunti dai vari componenti del gruppo sono: intervista (tutti), video editing (Federico Bon ), scrittura articolo (Edoardo Cortolezzis) e revisione/inserimento ( Gianmarco Ronzat).
Siamo riusciti a produrre un solo articolo, per via di altri impegni e per la difficoltà che abbiamo riscontrato nella scrittura del secondo articolo prefissato.
Come genere prediligiamo la videointervista, e per la creazione di un nostro articolo generalmente ci troviamo tutti. Non avendo strumenti professionali registriamo video e audio con telefoni e microfoni, adattandoci il meglio possibile.
Attualmente abbiamo in programma di realizzare altre due articoli, sul Go-Kart e sul punto verde.
Per quanto riguarda la nostra valutazione riguardo al progetto riteniamo ci siano numerose pecche (organizzazione principalmente, sia dei corsi preparativi sia del giornale vero e proprio), ma riteniamo che queste siano da attribuire principalmente al fatto che si tratta del primo anno, quindi ne abbiamo già parlato con i nostri tutors e speriamo che per il prossimo anno si riesca a migliorare.
Gruppo “Nove”
“Siamo in 5 e in poche parole all’interno del nostro gruppo collaboriamo tutti nella scrittura degli articoli o nella registrazione delle interviste. All’interno del nostro gruppo in 3 abbiamo seguito il corso di fotografia, in 4 abbiamo seguito quello di marketing, una ha seguito quello di scrittura giornalistica e uno ha seguito quello di videomaking.
Abbiamo prodotto un’intervista video al maître chocolatier Giuseppe Faggiotto per scoprire i segreti del suo successo, un articolo sui costi universitari facendo un confronto tra 3 città italiane e spiegando brevemente quali sono i costi da affrontare per ogni studente. Poi il terzo articolo tratta l’argomento della digitalizzazione a scuola (abbiamo quindi parlato di badges, totem e libretto web).
Di solito ci incontriamo e con le informazioni che abbiamo scriviamo il testo, poi eventualmente lo rielaboriamo per conto nostro direttamente in bozza sul sito e infine lo mettiamo in revisione. Oppure per l’intervista ci siamo divisi i compiti, uno registrava il video, due ragazzi facevano le domande, una si occupava di registrare la voce e uno è stato ripreso per una piccola introduzione.
Per ora abbiamo fatto due articoli e un’intervista, personalmente preferiamo le interviste ma non vanno bene per ogni argomento, quindi anche gli articoli sono una buona soluzione.
Inoltre abbiamo in progetto sicuramente almeno un altro articolo, che dovrebbe essere un’intervista probabilmente scritta.
Il rapporto tutor/studente è stato ben organizzato e utile per i gruppi soprattutto all’inizio.
In generale il progetto ci è piaciuto molto, è stato organizzato un po’ rapidamente e non tanto nei dettagli, soprattutto per quanto riguarda le tempistiche, ma l’idea è davvero bella e utile anche per chi ha intenzione di diventare giornalista di professione”.
“Gruppo 6”
“Nel nostro gruppo siamo sei  ragazzi: due  hanno frequentato il corso di videomaking mentre gli altri quattro  hanno frequentato marketing, costruzione sito web, scrittura creativa e fotografia. In base al tipo di articolo che abbiamo dovuto scrivere, abbiamo avuto bisogno o meno delle varie conoscenze apprese nei corsi, quindi ad esempio nel produrre una videointervista ci sono stati molto utili i compagni che hanno frequentato il corso di videomaking.
Al momento abbiamo pubblicato tre articoli: provincia con la p minuscola, l’archivio storico di Pordenone e un commento relativo a vari quiz di carattere matematico che abbiamo posto a varie persone. Inoltre è in fase di pubblicazione un articolo sugli estreme days di Sacile.
Dal nostro punto di vista il bilancio generale non è male, per alcuni tratti è stato anche molto interessante. L’obiettivo che si erano posti gli organizzatori del giornale era quello di emulare un’azienda, e in questo direi che ci sono riusciti abbastanza bene (probabilmente è questo la causa di un rapporto che noi riteniamo unilaterale, ossia un rapporto nel quale i nostri tutors ci hanno dato delle direttive e noi le abbiamo eseguite, come accade d’altronde in un’azienda)”.
Gruppo “Ema – Gabri – Gio – Marco”
“Come si legge nel nome, il nostro gruppo è composto da quattro ragazzi: tre hanno frequentato il corso di marketing, uno il corso di costruzione siti web, uno il corso di videomaking ed uno il corso di fotografia.
Come genere noi prediligiamo il video/videointervista, soprattutto perché due componenti del nostro gruppo sono molto appassionati di videomaking e di conseguenza per il gruppo intero è risultato più semplice produrre questo tipo di articoli. Nel nostro repertorio però non sono mancati articoli di puro testo, ossia l’articolo riguardo Friburgo, la città ecosostenibile. In totale abbiamo prodotto tre articoli (con questo che state leggendo fanno quattro), appunto Friburgo, un’intervista riguardo la conoscenza del codice stradale ed un articolo sul gruppo corale “SingIng” di Pordenone, ed infine abbiamo in programma un quinto articolo sicuro e forse anche un sesto.
Come gruppo abbiamo dato una valutazione non male del progetto, certo alcune pecche le abbiamo evidenziate con i tutors, ma speriamo che vengano risolte per l’anno prossimo. Noi crediamo in un progetto di questo tipo e speriamo che l’anno prossimo riesca ancora meglio di come è venuto quest’anno (è giusto dire che non è venuto male!).
Abbiamo quindi voluto fare un’analisi corposa del giornale con i punti di vista di molti altri gruppi che, come probabilmente avrai dedotto pure tu, sono concordi con quanto detto appena sopra”.
Mi raccomando, non perderti i prossimi articoli!

Gli Xtreme days

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Dando spettacolo , entusiasmando le persone, gli Extreme days hanno offerto  , nel weekend dal 1 al 3 giugno, una grande attrattiva  a Sacile, con  un ‘ affluenza di quasi 50 mila persone.
Gli spettacoli si sono sviluppati nel centro e nei pressi del Livenza  ,fondamentale per lo svolgimento di alcuni degli sport.
Una grande occasione per gli artisti del mondo dello sport per esporsi e far conoscere le proprie discipline , soprattutto quelle meno conosciute. Dal basketball freestyle al motocross freestyle , passando per lo skate e per il parkour, durante questi tre giorni si sono esibiti moltissimi atleti da vari paesi.
Per gli interessati a provare le discipline , sono stati disposti dei workshop gestiti direttamente dai professionisti.

Ecco qui alcune delle esibizioni

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